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IO PENSO CHE...

DIARI
 

MONCALIERI, 28 giugno 2007, Daniela.

Sono sempre stata di sinistra, ma non di un partito di sinistra e mi sembra, ora a 45 anni, di sentire anche un po’ mio questo nuovo gruppo politico che sta nascendo, che potrà essere una cosa bella e giusta e soprattutto non partitica. Vorrei ascoltare e far ascoltare le idee che stanno nascendo anche nel nuovo locale che gestiscono i miei figli nel cuore del centro storico di Moncalieri. Perché non iniziare con le iniziative delle Donne Ds?

ROMA, 28 giugno, Paola.

Perché vi scrivo oggi? Perché qualcuno scese in campo e lo rovinò, io il campo lo voglio coltivare con chi ancora crede nella militanza e farlo rifiorire. Faccio parte di una generazione nata e cresciuta senza ostacoli, che ha disimparato la forza delle idee perché dall’altra parte..non c’ era in realtà un’ altra parte! Faccio parte della generazione del tempo della produttività, la generazione sforna manager del tutto e subito che ha disimparato la progettualità, il futuro. Ed ha barattato il coraggio dell’onestà con la sicurezza del compromesso. Faccio parte di questa generazione disperata, ma pure di quella sparuta minoranza a cui è stato insegnato che tutto va conquistato col sudore e trasmesso con amore. Allora eccomi pronta a partecipare attivamente. Cosa devo Fare?

BRESCIA, 1 luglio, Beatrice Geroldi.

Per cambiare la posizione della donna nella società, ora caratterizzata da segregazione verticale diffusa e da marginalizzazione nel domestico occorre: lavorare per cambiare mentalità e costume, a cominciare dalla scuola e dai media, per favorire una cultura democratica e civile, che valorizzi la capacità di pensiero e di progetto delle donne in tutti i settori della società, che screditi l’arrivismo e il desiderio di potere fine a se stesso, lo spirito di corpo militaresco, le contrapposizioni selvagge…

MONACO DI BAVIERA, 5 luglio, Miranda Alberti.

Care amiche e compagne, grazie per il lavoro che fate e sarei contenta di poter parlare di me e delle altre donne che come me si impegnano come italiane all’estero in un intenso lavoro di solidarietà e di coordinamento in condizioni difficili. Siamo tutte liete, però, di aver dimostrato anche nelle recenti elezioni che non è stato un lavoro inutile. Io sono impegnata nel Comites di Monaco di baviera e come presidente della Commissione Scuola mi occupo della grande tragedia che è l’insuccesso scolastico dei ragazzi dei nostri connazionali nel discriminante sistema scolastico tedesco-bavarese. In questo ambito incontro molti casi di donne emarginate nell’emigrazione, ma anche di donne giovani, piene di energia e di entusiasmo che mi aiutano in quata attività che svolgiamo da volontarie in ogni momento del nostro tempo libero. Mi auguro che la possibilità di votare ci renda più presenti anche “in patria”. Potremmo essere l’anello importante di una catena di solidarietà sopranazionale, coinvolgendoci nei vostri progetti.

SICILIA 6 luglio, Nella Toscano

Il primo obiettivo di un partito che vuole essere democratico nel nome e nei fatti deve porsi come principale obiettivo il rispetto delle regole. Ebbene leggendo la composizione di ben 52 membri del comitato promotore regionale del nascente PD siciliano non può non evidenziarsi con grande rammarico che la composizione dello stesso non è conforme alle regole che si è dato. Infatti, la presenza paritaria di uomini e donne prevista nel regolamento nazionale è andata a farsi benedire: solo undici donne su un totale di 52 componeneti!


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50&50: non una di meno!

POLITICA

L’altra metà del Pd

Commento di Anna Paola Concia e Donata Gottardi, da "L'Unità"

17 luglio 2007

Ce l’abbiamo fatta! Il partito democratico oggi è nelle condizioni di diventare il primo partito in Italia a nascere davvero di donne e di uomini.

È una vera rivoluzione per il nostro paese, per la politica, e non solo. Troppo ottimiste? Troppo fiduciose? Ci risulta che in politica quando le battaglie si vincono è giusto essere soddisfatti. E questa è stata una battaglia vinta. Una battaglia lunga anni, che ha visto generazioni di donne investire energie, intelligenze, vite per l’ingresso e l’affermazione delle donne nella vita pubblica, per portare il nostro Paese fuori dalle secche della rigidità sociale e della segregazione, fuori dagli ultimi posti nelle classifiche, dentro a un processo finalmente democratico.

Oggi un grande passo è stato fatto. Allora, diciamolo a voce alta, fiere e consapevoli di quanto realizzato. E diciamo pure un’altra cosa importante: questa battaglia è stata vinta perché le donne sono state unite e compatte. La soddisfazione riguarda il modo in cui siamo arrivate a questo appuntamento. Insieme: le donne Ds, le donne della Margherita, le donne di «D52», le donne Democratiche, le donne delle associazioni. Anche questa è una grande novità. Forse, è stata proprio questa novità che ha spiazzato tutti. Non c’è stato (e ci poteva essere) il solito teatrino delle donne politiche divise alla meta, imprigionate in veti incrociati e in logiche maschili. No, la meta era una sola, ed era una meta che riguardava tutte, ciascuna nella sua diversità, sapendo che riguarda tutte le persone - donne uomini - che si aspettavano e si aspettano una inversione di tendenza. È una meta che ha il buon sapore della democrazia e che mette le condizioni del ricambio, inevitabile data la squilibrata condizione di partenza.

Questo ci deve far riflettere su come noi donne che facciamo politica e noi donne impegnate sul fronte della lotta alle discriminazioni abbiamo lavorato in questi anni e sui limiti del nostro agire. Facciamo tesoro di questa vittoria e andiamo avanti insieme. Si è aperto un varco.

Importante perché condiviso. Ottenuto dalla forza della alleanza delle donne, che hanno chiesto e ottenuto la condivisione degli uomini. Siamo troppo ottimiste a pensare che non si sia trattato solo di accettazione subita? Che stia davvero filtrando anche nel nostro Paese l'idea che si cresce solo nel confronto di idee, di competenze, di differenze? Forse si, ma vogliamo credere alla buona fede di chi ha condiviso la richiesta e votato per raggiungere il traguardo della parità di presenza e di rappresentanza.

Che non significa negare le differenze, ma anzi porle alla base della costruzione del partito nuovo che vogliamo. Anche per questo partecipare al processo in atto può diventare oggi emozionante, entusiasmante, elettrizzante.
Ma questo è solo l’inizio di un percorso. Abbiamo aperto la porta, ora dobbiamo vigilare ai cancelli. Le donne ci sono. Non assecondiamo i timori maschili che non ci siano per una sorta di autoreferenzialità che li porta a non vederle o, ancora peggio, a volerle scegliere secondo modelli paternalistici. E non abbiano paura che non vogliano entrare o che non abbiano le “carte in regola”.

Certo, si presenteranno ed entreranno, ma non a tutte le condizioni, non senza una attenzione ai tempi e senza la concretezza della discussione sui contenuti.

Oggi si tratta di cogliere questa occasione di democrazia e di farla fruttare, come il lievito. È tutto, o quasi, nelle nostre mani. Dipenderà da noi, infatti, fare in modo che la regola diventi sostanza, che apra davvero spazi a nuove energie e a nuove modalità della politica. E non pensiamo che la regola sia risolutiva. La responsabilità che ci ha portato a condurre questa battaglia deve accompagnarsi alla lucidità che abbiamo solo posto le basi. Ora dobbiamo “vigilare”, con una attenzione tutta politica al governo di questo processo. Una sorta di controllo e sorveglianza femminile di questa fase fino alla compilazione delle liste e al voto.

Per questo proponiamo che le donne del Comitato 14 ottobre - le stesse che unite hanno dimostrato la loro forza - si assumano la responsabilità del controllo politico del riequilibrio della rappresentanza, affiancate dalle donne delle associazioni. E che in tutti i comitati locali si faccia altrettanto.

Abbiamo una responsabilità in più, che è quella di aver aperto una fase nuova della politica. Dobbiamo farcene carico fino in fondo. Con la consapevolezza che questo paese può cambiare, e che le donne sono finalmente considerate il motore di questo cambiamento.


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Per un Partito di Donne e di Uomini

POLITICA
Buongiorno a tutte le navigatrici e ai naviganti, siamo pronte per partire con il blog di piudonnepiu, iniziamo riepilogando alcune informazioni.

E’ stato inaugurato il nuovo sito delle democratiche di sinistra in cammino verso la fase costituente del Partito Democratico all’indirizzo www.piudonnepiu.it. Come potete vedere, il sito è stato rinnovato nella grafica e nella sua stessa concezione. L’obiettivo non sarà solo quello di comunicare le nostre iniziative, ma anche di mettere in rete le esperienze delle donne sul territorio, di quelle che governano e di quelle che lavorano nelle associazioni con grande talento. Perché le donne, come ha affermato Vittoria Franco più volte, facciano massa critica nella fase costituente del P.D e conquistino il loro spazio in misura paritaria, come affermato nell’articolo 51 della Costituzione.

Tuttavia, non soddisfatte di uno scambio di informazioni unidirezionale, abbiamo pensato ad un blog, dove confrontarci anche criticamente per essere costruttive nel nostro comune percorso.

Dalle lettere che già abbiamo ricevuto, prevediamo un dibattito sincero e ampio, creativo e ricco di quella diversità di genere, fondamentale per costruire un Partito democratico ed una società più democratica.

Partiamo pure, come spunto, dal Manifesto “Per un partito di Donne e di Uomini” proposto da Vittoria Franco, come contributo da offrire alla discussione pubblica e destinato sia alle donne che agli uomini (lo potete scaricare dalla home page del sito www.piudonnepiu.it) e dalla lettera che Vittoria Franco ha indirizzato pubblicamente a Walter Veltroni sull’Unità il 26 giugno scorso e che di seguito alleghiamo.

La Redazione. Dipartimento Donne-


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CHI SIAMO

Non assegnata
 
Questo è il nuovo portale delle Democratiche di sinistra!

Le Democratiche di sinistra sono le donne DS: sono passioni, talenti, esperienze.
Sono donne di tutte le generazioni.
Sono iscritte e militanti, sono dirigenti, sono elette, sono ammistratici, sono politiche di tutti i livelli.


Vittoria Franco è la Coordinatrice nazionale delle Democratiche di sinistra.

Per comunicare con noi:
donne@dsonline.it

Vittoria Franco

Vittoria Franco è senatrice del gruppo dell'Ulivo e presidente della commissione Cultura del Senato. E' stata eletta per la prima volta al Senato nel collegio di Firenze Mugello nel 2001. Si è laureata in filosofia all'Università di Roma e si è poi specializzata alla Scuola normale superiore di Pisa. E' sposata con il matematico Paolo De Bartolomeis dal 1978.

Docente di filosofia alla Scuola Normale Superiore di Pisa, fino all'elezione in Parlamento ha insegnato Storia delle dottrine politiche. Nella sua attività di ricerca, svolta negli Usa, in Francia, in Germania e in Ungheria, si è dedicata in particolare all'etica e alla teoria politica. Da docente ha avuto a cuore soprattutto il confronto con le allieve, a molte delle quali è rimasta legata. Del rapporto con queste giovani donne dice che è stato "il seme che ha dato più frutto".

Ha scritto "Etiche possibili" (Donzelli 1996) e "Bioetica e procreazione assistita" (Donzelli 2005), oltre a studi sul pensiero di Hannah Arendt e a numerosi saggi e articoli apparsi su riviste nazionali e internazionali.

Al momento della candidatura in Parlamento era presidente dell'Istituto Gramsci toscano, che ha presieduto per 7 anni, istituendo un laboratorio sul genere dedicato alla formazione politica delle donne e all'educazione all'empowerment. La sua prima militanza è stata nell'associazionismo femminile e culturale nel capoluogo toscano. E' stata responsabile per la cultura nella segreteria della federazione Ds di Firenze e responsabile della Consulta per l'infanzia della Toscana.

Dopo il congresso della Quercia del 2004, è stata chiamata da Piero Fassino a far parte della segreteria dei Democratici di Sinistra in qualità di responsabile nazionale per la Cultura, incarico che ha ricoperto fino all'inizio di questa legislatura. In quella veste ha coordinato il gruppo di lavoro per il programma dell'Unione sui temi della cultura, dello spettacolo, dello sport e della qualità della vita. E’ stata eletta Coordinatrice Nazionale delle donne a gennaio 2006.

Come parlamentare si è occupata dei temi eticamente sensibili, dei diritti delle donne, oltre che di scuola, università, ricerca, cultura e spettacolo. Ha presentato disegni di legge sulle unioni di fatto, sul cognome della madre, sulla fecondazione assistita, impegnandosi nella campagna referendaria. Quando non lavora, ama viaggiare, leggere e andare al cinema.



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